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SOS Bushmen

I Boscimani e Survival costringono la De Beers a ritirarsi

In seguito alle pressioni esercitate da Survival International, la De Beers ha reso noto di aver bloccato le sue operazioni nel territorio dei Boscimani del Kalahari, in Botswana. Le persone consultate, infatti, tra cui Boscimani residenti nella riserva, avrebbero dichiarato di non essere d’accordo con il suo piano di effettuare ricerche diamantifere nei pressi di una comunità boscimane.

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Acqua ai turisti del Kalahari ma non ai Boscimani

Sulla terra dei Boscimani, nella Central Kalahari Game Reserve (CKGR), stanno per essere costruiti dei villaggi turistici che necessitano di enormi quantità d’acqua. Tuttavia, le autorità continuano a proibire ai Boscimani di attingere acqua dal loro unico pozzo.

Il governo ha indetto una gara d’appalto per la costruzione di villaggi turistici in tre diverse località della CKGR. Una delle tre aree è molto vicina alla comunità boscimane di Molapo. Le compagnie Afro Ventures Botswana e Safari Adventure Company sono state invitate a fare un’offerta per accaparrarsi le concessioni.

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La Commissione ONU per i diritti umani critica il Botswana sulla questione dei Boscimani

La Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite ha criticato il governo del Botswana per la sua politica nei confronti dei Boscimani e lo ha esortato a garantire il diritto di ritornare nella Central Kalahari Game Reserve a tutte le persone che ne sono state espulse.

Fino ad oggi, il governo ha autorizzato a rientrare solo quei pochi Boscimani citati nominalmente nel pronunciamento della Corte Suprema del Botswana del dicembre 2006, nel corso dello storico processo vinto dai Boscimani; altre centinaia di loro sono invece costretti a richiedere dei permessi. Il governo ha anche proibito ai Boscimani di utilizzare il pozzo che costituisce per loro una fonte vitale d’acqua nella stagione arida, e non consente loro di cacciare.

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McCall Smith rompe il silenzio sui Boscimani

Alexander McCall Smith, autore del best-seller “The No. 1 Ladies’ Detective Agency”, ha parlato per la prima volta a sostegno dei Boscimani del Kalahari definendo la storia del loro sfratto come “una vergogna nella storia del paese”.

Nel corso di un’intervista apparsa sul quotidiano londinese Evening Standard, lo scrittore ha dichiarato: “La questione dei San [Boscimani] e del loro accesso alla riserva del Kalahari centrale (Central Kalahari Game Reserve) è veramente triste e penosa e, a questo riguardo, i tribunali del Botswana hanno sentenziato contro il proprio governo”.

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Inquinato il processo di consultazione sulla miniera

I rappresentanti della società di consulenza Marsh Environmental Services avviano oggi un programma di consultazioni all’interno e nei pressi della Riserva del Kalahari Centrale (CKGR), in Botswana. L’iniziativa è parte di un progetto che prevede l’apertura di una miniera di diamanti da 2.2 miliardi di dollari all’interno della CKGR.

Più di 600 Boscimani sono stati sfrattati dalla Riserva nel 2002, con un’operazione che il tribunale ha definito un atto illegale e incostituzionale. Altre centinaia di Boscimani erano già stati sfrattati nel 1997, sempre per mano del governo del Botswana. Benché un piccolo numero di Boscimani sia riuscito a ritornare a casa, la maggior parte di loro langue in campi di reinsediamento governativi allestiti all’esterno della CKGR. Ed è proprio in questi campi che i Boscimani saranno “consultati” circa i progetti minerari.

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Appello dei Boscimani al Presidente

Nel primo aniversario della sentenza storica emessa dall’Alta Corte del Botswana, l’organizzazione boscimane First People of the Kalahari ha inviato una lettera aperta al Presidente del paese, Mogae, descrivendo dettagliatamente come il governo continui ad impedire loro di rientrare nelle terre ancestrali.

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I Boscimani fanno ricorso per le spese legali

I Boscimani del Kalahari si sono appellati oggi alla Corte Suprema del Botswana chiedendo che il governo paghi le loro spese legali.

Nel dicembre 2006, i Boscimani hanno vinto un processo storico contro il governo del Botswana, riconosciuto colpevole di aver sfrattato illegalmente e incostituzionalmente i Boscimani dalle loro terre.

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un anno dopo la vittoria giudiziaria, i Boscimani sono ancora lontani da casa

Il 13 dicembre si celebra il primo anniversario della storica vittoria segnata dai Boscimani del Kalahari presso la Corte Suprema del Botswana. Ma il governo del paese non ha rispettato la sentenza dei giudici e la maggior parte dei Boscimani rimangono bloccati nei campi di reinsediamento.

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I Boscimani tornano in tribunale?

Se il governo continuerà a impedire loro di ritornare a casa, i Boscimani del Botswana torneranno in tribunale nel giro di poche settimane. Lo ha annunciato oggi un portavoce della loro organizzazione, la First People of Kalahari.

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Dettagli scioccanti sulle torture inferte ai Boscimani

Sono emersi nuovi particolari scioccanti sulle torture e le violenze inferte a un gruppo di Boscimani nel campo di reinsediamento di Kaudwane, in Botswana. Quindici uomini sono stati arrestati lo scorso settembre per aver cacciato e almeno dieci di loro sono stati torturati.

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I Boscimani denunciano arresti e maltrattamenti

Un’organizzazione boscimane che difende i diritti umani ha denunciato che almeno dieci uomini del campo di reinsediamento di Kaudwane sono stati picchiati e arrestati dalle guardie forestali con l’accusa di aver cacciato.

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BOSCIMANI: MARTONE, NO A SFRATTO DA MULTINAZIONALE DIAMANTI

 "Le tribu' Boscimane stanno lottando contro una multinazionale di diamanti, per vivere nelle proprie terre. Nel
mondo, a quasi 350 milioni di persone non vengono riconosciuti i piu' elementari diritti umani. L'Italia ha recentemente ratificato la Convenzione Unesco sulle Diversita' culturali ma non ha ancora ratificato la Convenzione Ilo 169, la piu' importante legge internazionale che garantisce ai popoli indigeni il diritto di vivere  sui propri territori". Lo ha dichiarato il senatore Prc Francesco  Martone della commissione Esteri, che ha presieduto, oggi al Senato,  una conferenza stampa di Survival International e di alcuni  rappresentanti Boscimani - antiche tribu' dell'Africa meridionale,  sfrattate dai propri territori, ricchi di diamanti, dal governo del  Botswana - che chiedono al governo italiano la ratifica della  Convenzione 169.   
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Botswana: il governo limita l'ingresso dell'ONU al paese

Il governo del Botswana ha annunciato che limiterà l'accesso al paese al massimo portavoce per i diritti umani dei popoli indigeni delle Nazioni Unite.

Con una mossa a sorpresa, il governo ha invocato una particolare clausola della costituzione del paese per imporre decise limitazioni al rilascio del visto al messicano Rodolfo Stavenhagen, relatore speciale delle Nazioni Unite per i popoli indigeni.

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Interdizione all'acqua - la protesta dei Boscimani

Mentre il mondo si accinge a celebrare la Giornata mondiale dell'Acqua fissata dalla Nazioni Unite per il 22 marzo, il governo del Botswana proibisce ai Boscimani del Kalahari l'uso della loro acqua. Un leader boscimane è in viaggio verso Londra, per protestare contro il divieto.

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Boscimani picchiati e arrestati nonostante il verdetto della corte.

Sei Boscimani, accusati dalla polizia e dai guardaparco di aver cacciato nella Riserva del Kalahari Centrale del Botswana, sono stati arrestati e trattenuti senza cibo per sei giorni. Sono poi stati rilasciati senza alcuna imputazione.

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I Boscimani tornano a casa nonostante la presenza della polizia

Il week-end scorso, quaranta Boscimani sono riusciti a tornare a casa, nella riserva del Kalahari centrale (CKGR), nonostante una massiccia presenza di polizia e i suoi tentativi di convincerli a rimanere nei campi di reinsediamento.

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Botswana: i Boscimani tornano a casa venerdì

Grazie alla straordinaria vittoria legale conseguita il 13 dicembre scorso, un primo gruppo di Boscimani farà ritorno alla propria terra venerdì prossimo.

Alcune famiglie di Boscimani del campo di reinsediamento di New Xade hanno annunciato che ritorneranno nelle comunità di Metsiamenong e di Molapo, all'interno della riserva del Kalahari centrale (CKGR).

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Verdetto storico: ai boscimani le loro terre

I discendenti dei primi abitanti dell'Africa australe hanno avuto il sostegno di molti stranieri, da Julie Christie a Desmond Tutu

Il Botswana li aveva sfrattati dal deserto più ricco di diamanti nel mondo.

«My heart today is nice», il mio cuore oggi è bello, ha gridato felice in inglese Roy Sesana, leader dei boscimani del Botswana. «Abbiamo pianto così a lungo ma ora versiamo lacrime di gioia. Torneremo subito a casa: i nostri antenati hanno bisogno di noi laggiù, ci aspettano», ha aggiunto nella sua lingua, danzando in uno strano mix di vestiti - pelli di animali selvatici sopra giacca e cravatta, acconciatura di corna - alla fine di una lunga, disperata battaglia legale.

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Il ritorno a casa dei bosciman

 Il Governo dovrà riconsegnare la riserva

Roy Sesan, con i tradizionali ornamenti dei boscimani, fatti di corno
e di uova di struzzo, ha festeggiato ieri la vittoria contro un
rivale agguerrito, lo stesso Governo del Botswana, e, indirettamente,
contro la De Beers, il colosso dei diamanti. Il luogo era il
tribunale di Lobatse, dove tre giudici dell'Alta corte hanno
deliberato, con due voti contro uno, che le autorità della capitale
Gaborone avevano commesso un illecito quando allontanarono dalla
Central Kalahari Game Reserve un paio di migliaia di indigeni
Basarwa, detti anche San, allo scopo, presunto, di sfruttare
eventuali giacimenti diamantiferi della zona.
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BOTSWANA: BOSCIMANI VINCONO CAUSA PER TORNARE IN TERRA NATIA.

Dopo anni di attesa, di battaglie legali, di resistenza al governo del Botswana che lo aveva sfrattato dalla grande Riserva centrale del Kalahari, ricca di diamanti, il popolo più antico del mondo ha visto riconosciuto dalla Corte suprema del paese, con un contrastato verdetto a maggioranza, i suoi diritti a vivere nella terra che aveva abitato per migliaia di anni.

La Suprema Corte di Lobatse ha deciso, due giudici contro uno, che quella terra, 52.000 kmq di estensione, la più vasta riserva dell'Africa grande quanto Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, non appartiene allo stato, e i nativi non dovranno più chiedere, come invece era avvenuto finora, un permesso per accedervi.

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I Boscimani

I "Boscimani" sono gli abitanti più antichi dell’Africa meridionale, regione in cui vivono da almeno 20.000 anni. La loro dimora è la vasta distesa del deserto del Kalahari..
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il caso - "In Botswana violenze contro i boscimani"

 «Mentre il presidente Festus Mogae è in Italia per la giornata
della Fao, in Botswana è in corso una crudele pulizia etnica contro i
boscimani per sfrattarli dalle loro terre, che vengono sfruttate
dalla compagnia diamantifera De Beers». La denuncia è
dell´associazione Survival International, che invita a fare pressioni
su Mogae perché rispetti i diritti di questo popolo. «La polizia -
spiega il direttore di Survival Stephen Corry - ha sparato contro i
boscimani, per spingere la popolazione a lasciare le terre. Chiediamo
di boicottare i diamanti della De Beers, fino alla fine delle
violenze».

Denuncia Il capo «Noi boscimani, cacciati come belve nella savana»

Nel Botswana, in Africa meridionale, l'antica tribù è stata deportata perché nella sua riserva si nascondono ricchissimi giacimenti Sfrattati dal governo che fa l'interesse dei mercanti di diamanti

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È la terra dei boscimani: ora sono vittime di persecuzioni razziali

 Il Kalahari è il quarto deserto al mondo per estensione (520 mila kmq, il più vasto è il Sahara, con 7.970.000 kmq), si trova nell'Africa meridionale e si estende in 4 nazioni (coprendo il 70% del Botswana e interessando Namibia, Zimbabwe e Sudafrica). Da almeno 20 mila anni è la terra dei Boscimani, popolo nomade che vive di caccia e che da milioni di persone si è ridotto a circa 100 mila, dopo le persecuzioni razziali avvenute soprattutto in Botswana. Oggi, molti dei Boscimani obbligati ad abbandonare le loro terre vivono in zone inadatte alla caccia e alla raccolta di frutti e sono costretti a sopravvivere di agricoltura o lavorando come braccianti nelle fattorie.